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D. 27/05/2005 n. 621.727 87,7opere extralinea e di riambientalizzazione 92 4,7servizi di ingegneria e alta sorveglianza 105 5,3costi interni RFI(fino alla consegna dell'opera) 10 0,5spese generali del committente 36 1,8 (Meuro) che il suddetto importo include 5,44 Meuro per acquisizione aree e 67,60 Meuro per opere compensative, nonchè una voce per imprevisti (165 Meuro) pari al 10% del «costo totale delle opere»; che la copertura finanziaria per l'intero progetto è così ripartita: -Contratto di programma 1994-2000, 258 Meuro; -primo addendum del Contratto di programma 2001-2005, 28 Meuro; -fondi FESR (riprogrammazione di cui al PPI - aprile 2004), 172 Meuro; che il completamento della copertura, per 1.512 Meuro, secondo le indicazioni del citato PPI è a carico delle risorse stanziate dalla legge 30 dicembre 2004, n. 311, quale ulteriore apporto al capitale sociale di RFI, e che l'impegno sarà formalizzato, in sede di stipula del 4° addendum al menzionato Contratto di programma 2001-2005; che l'analisi costi-benefici - condotta calcolando in venticinque anni il relativo orizzonte temporale, consi derando la valorizzazione a prezzi costanti 2002, utilizzando l'approccio della «analisi di efficienza» e utilizzando un tasso di sconto pari al 5% (così come raccomandato dalla «Guida per la certificazione da parte dei nuclei regionali di valutazione e verifica degli investimenti pubblici») - presenta un valore attuale netto economico (VANE) di oltre 902 Meuro che conferma l'opportunità dell'intervento, mentre l'analisi di redditività del progetto evidenzia un tasso di rendimento interno economico quantificato nel 9,88%; Delibera: 1. Approvazione progetto preliminare. 1.1. Ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 del decreto legislativo n. 190/2002, nonchè ai sensi del disposto dell'art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 327/2001, come modificato dal decreto legislativo n. 330/2004, è approvato - con le prescrizioni e le raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - anche ai fini del riconoscimento della compatibilità ambientale dell'opera e dell'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio il progetto preliminare del «Raddoppio linea ferroviaria Messina - Catania: tratta Giampilieri Fiumefreddo» . E' conseguentemente perfezionata, ad ogni fine urbanistico ed edilizio, l'intesa Stato-Regione sulla localizzazione dell'opera stessa. 1.2. Ai sensi del citato art. 3, comma 3, del decreto legislativo n. 190/2002, l'importo di 1.970 Meuro costituisce il limite di spesa dell'intervento. 1.3. Le prescrizioni citate al punto 1.1, cui è condizionata l'approvazione del progetto in questione, sono riportate nella prima parte dell'allegato, che forma parte integrante della presente delibera, e debbono essere sviluppate in sede di progettazione definitiva. Le raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono riportate nella seconda parte dell'allegato: il soggetto aggiudicatore, qualora ritenga di non poter dar seguito a qualcuna di dette raccomandazioni, fornirà, al riguardo, puntuale motivazione in modo da consentire al citato Ministero di esprimere le proprie valutazioni e di proporre a questo Comitato, se del caso, misure alternative. 2. Copertura finanziaria. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in sede di sottoposizione del progetto definitivo, provvederà a confermare che, a seguito della stipula del 4° addendum al Contratto di programma 2001-2005 con RFI, il costo del progetto in esame - così come specificato nella «presa d'atto» - trova completa copertura. 3. Clausole finali. 3.1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvederà ad assicurare, per conto di questo Comitato, la conservazione dei documenti componenti il progetto preliminare dell'intervento approvato con la presente delibera. 3.2. Il predetto Ministero provvederà ad accertare che il progetto definitivo recepisca le prescrizioni di cui al punto1.3. 3.3. Questo Comitato si riserva, in fase di approvazione del progetto definitivo dell'opera e in adesione alle richieste rappresentate nella citata nota del coordinatore del Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, di dettare prescrizioni intese a rendere più stringenti le verifiche antimafia, prevedendo - tra l'altro - l'acquisizione delle informazioni antimafia anche nei confronti degli eventuali subappaltatori e sub-affidatari, indipendentemente dall'importo dei lavori, nonchè forme di monitoraggio durante la realizzazione degli stessi. 3.4. Il medesimo Ministero provvederà a svolgere le attività di supporto intese a consentire a questo Comitato di espletare i compiti di vigilanza sulla realizzazione delle opere ad esso assegnati dalla normativa citata in premessa, tenendo conto delle indicazioni di cui alla delibera n. 63/2003 sopra richiamata. 3.5. Il codice unico di progetto (CUP), assegnato al progetto in argomento, ai sensi della delibera n. 24/2004, va evidenziato nella documentazione amministrativa e contabile riguardante l'intervento di cui alla presente delibera. Roma, 27 maggio 2005 Il Presidente delegato: Siniscalco Il segretario del CIPE: Baldassarri Registrato alla Corte dei conti l'11 novembre 2005 Ufficio controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 5 Economia e finanze, foglio n. 368 Allegato PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI PROPOSTE DAL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI 1. Prescrizioni. 1.1. Carattere generale. a) recepire e sviluppare le misure di mitigazione e compensazione, sia puntuali che di carattere generale, già previste nello SIA, nelle successive integrazioni e nelle presenti prescrizioni, dettagliandone la localizzazione, la tipologia, le modalità di esecuzione ed i costi analitici; inserire nei capitolati d'appalto le prescrizioni relative alla mitigazione e compensazione degli impatti in fase di costruzione e quelle relative alla conduzione delle attività di cantiere; b) predisporre un Progetto di monitoraggio ambientale, secondo le Linee guida redatte dalla Commissione speciale VIA; c) nel Programma lavori, allegato al progetto definitivo, anticipare, per quanto possibile, la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto al completamento dell'infrastruttura; d) redigere gli elaborati, anche successivi al progetto definitivo, in conformità alle specifiche del Sistema cartografico di riferimento; e) prevedere la realizzazione delle opere di sistemazione a raccordo tra gli elementi strutturali in progetto ed il territorio con l'uso delle tecniche dell'ingegneria naturalistica; 1.2. Relative a flora, fauna e insediamenti agricoli. a) dare continuità all'ambiente, realizzando opportune «reti ecologiche», in corrispondenza delle scarpate ferroviarie, degli imbocchi delle gallerie e lungo i viadotti particolarmente nell'attraversamento del Parco e pSIC dell'Alcantara, del Torrente Letojanni, della Fiumara d'Agrò e degli altri corsi d'acqua; b) privilegiare l'impianto di specie che consentano la diversità biologica nelle sistemazioni a verde perseguendo lo scopo dell'integrazione ecosistemica della flora autoctona ad alto e medio fusto, garantendone la manutenzione anche tramite convenzioni con gli enti locali; c) fare ricorso a tecniche di ingegneria naturalistica, per le opere di sistemazione a verde, ripristino ambientale e rinaturazione previste, adottando le «Linee guida per capitolati speciali per interventi di ingegneria naturalistica e lavori di opere a verde» del Ministero dell'ambiente, Servizio VIA, settembre 1997; fare inoltre riferimento, ai fini della progettazione definitiva, al «Quaderno opere tipo di ingegneria naturalistica» della Regione Lombardia ed al «Manuale di ingegneria naturalistica» della Regione Lazio o ad altri manuali qualificati d) prevedere l'esecuzione delle opere relative all'attraversamento dei torrenti con tecniche tali da non influire sull'interscambio dei tessuti di microrganismi tra sponde ed alvei e che mantengano inalterato l'equilibrio dell'ecosistema fluviale e della qualità ambientale; il ripristino delle opere trasversali non impedisca la risalita della fauna o l'attecchimento della flora; 1.3. Relative a idraulica, idrogeologia geologia, geotecnica. a) prevedere, nel Capitolato speciale d'appalto, per la fase di realizzazione dei viadotti, laddove siano presenti falde superficiali: le attività di perforazione e di esecuzione delle fondazioni di pile e spalle non determinino l'insorgere del rischio di diffusione delle sostanze inquinanti dovute ai fluidi di perforazione; l'utilizzazione dei fanghi di perforazione non riduca la permeabilità nelle formazioni litologiche interessate; b) approfondire le modalità di smaltimento delle acque reflue, provenienti dalle aree di cantiere, dai rilevati e dalle gallerie, e determinare per i luoghi di recapito finale la natura e la permeabilità dei litotipi nonchè la struttura dell'acquifero ricevente, facendo ricorso ad adeguati studi idrogeologici ed indagini geognostiche; c) il letto dei torrenti non sia alterato ed il fondo sia ricoperto con materiale di pietrame così come disposto dalle circolari Assessoriali territorio ed ambiente del 23 giugno 1987, n. 26356 (GURS 19 settembre 1987, n. 41), BB.CC.AA. del 1° marzo 1990, n. 577, (GURS 7 aprile 1990, n. 18), e dal decreto del Presidente della Repubblica del 4 aprile 1993 come applicato dall'art. 94 ex legge regionale 6 settembre 1993, n. 25 d) le scarpate di controripa e sottoscarpa siano contenute, per pendenze che lo necessitano con geo tessile, biostuoie o viminate; 1.4. Gestione del territorio. a) verificare la possibilità di utilizzare il materiale di scavo, dopo le necessarie selezioni e verifiche, per il ripascimento dei litorali in erosione, richiedendo alla Regione Siciliana la convocazione di un Tavolo tecnico, a cui partecipino, oltre la Regione Siciliana e RFI, le province interessate, l'Autorità marittima e i comuni rivieraschi, per determinare l'esistenza della necessità di ripascimento dei litorali in erosione e la tempistica dello stesso, valutando in ogni caso le implicazioni derivanti dall'attraversamento dei centri abitati ed adottando soluzioni che riducano al minimo il transito di mezzi pesanti all'estemo dei cantieri e l'apertura di discariche: RFI si attiverà a seguito degli esiti derivanti dal Tavolo tecnico per la messa a dimora in deposito temporaneo e per il successivo trasporto; b) dettagliare qualitativamente e quantitativamente i materiali derivanti dalla demolizione delle opere esistenti e indicarne le modalità di smaltimento; c) riqualificare le aree residuali, attualmente interessate dalle infrastrutture ferroviarie, le aree intercluse e quelle dei cantieri, con l'obiettivo di conseguire il recupero paesaggistico e dare profondità alle formazioni; d) nella aree destinate provvisoriamente a cantiere e allo stoccaggio di materiale di scavo, dopo l'ultimazione dei lavori sia ripristinato lo stato originario dei luoghi. 1.5 Carattere paesaggistico-architettonico. a) approfondire dal punto di vista progettuale le soluzioni tecniche adottate per i viadotti, con particolare riguardo al numero ed alla posizione delle pile, e le misure di mitigazione e compensazione proposte; nel dettaglio si ritiene necessario procedere a tali verifiche per eliminare, dall'alveo del corso d'acqua, le pile dei viadotti Alcantara, Letojanni, S. Teresa e Nizza-Alì. b) rivestire le pile dei viadotti, almeno alla base, e realizzare i muri di qualsiasi tipologia in ottemperanza al disposto dell'art. 13 ex I.R. n. 37/1985, ovvero con pietrame da spacco del tipo locale, sbozzato a mano, senza listatura dei giunti. c) gli argini e le gabbionate siano risolti con materiale litoide non cementato. d) le opere in ferro siano tinteggiate con vernici a dispersione micacea, con tonalità cromatiche tipiche dei materiali ferrosi. e) i terreni provenienti dagli scavi dovranno essere sistemati nelle previste aree in modo da rispettare l'andamento plano altimetrico e morfologico esistente, avendo cura di eseguire una sistemazione finale mediante la piantumazione di essenze vegetali, arboree ed arbustive rigorosamente autoctone della località. |
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